Nemmeno lo sport ci fa essere uniti

Di Luca Gregorio

In un periodo in cui il nostro Paese sta quasi andando in frantumi a livello economico, sociale e culturale, rimango scioccato dall’incapacità di noi italiani di riuscire a trovare un motivo per sorridere e rimanere compatti almeno nello sport. Le ultime due immagini che mi hanno per l’ennesima volta sconsolato sono quelle che riguardano Italia-Slovenia di calcio e il Giro di Padania di ciclismo. Il clima freddo e quasi distaccato riservato dal pubblico di Firenze alla nostra Nazionale calcio e le insensate proteste di qualche sconsiderato nella neonata gara ciclistica. Mi viene il dubbio che ci piaccia spasmodicamente il gusto della ribellione, della polemica, della contestazione ad ogni costo. Più forte anche del più naturale senso di rivalità che in genere respiriamo nello sport.

Senza entrare in questioni politiche (anche perchè, teoricamente, stiamo parlando di sport!), l’atteggiamento dei manifestanti al Giro di Padania è una cosa che ho trovato ai limiti della follia. Si può non condividere la filosofia politica della Lega, ma andare a spintonare e dare sberle ai corridori che di mestiere devono allenarsi e poi gareggiare per mantenere un certo livello di forma mi sembra francamente segno di ignoranza e inciviltà.
Quasi grottesco mi pare che il campione italiano Giovanni Visconti, siciliano doc, sia stato costretto a farsi medicare dallo staff sanitario della corsa perchè bloccato,insultato e spintonato da un manipolo di protestanti di sinistra, come se la sua partecipazione a tale giro fosse indice di qualche appartenenza politica.
Siamo bravi a criticare, a strumentalizzare, ad alzare la voce anche quando non ce n’è bisogno. Ma finchè non riusciremo a capire il valore aggregativo dello sport (qualunque esso sia), finchè non riusciremo a focalizzarci solo sul lato emotivo e spettacolare della disciplina e finchè non riusciremo a goderci la sua valenza di puro intrattenimento non riusciremo mai a fare quel salto in avanti a livello culturale e sociale di cui la nostra Italia ha bisogno.
La cosa preoccupante, triste e desolante è che, non riuscendo a farlo in un ambito sulla carta più semplice come lo sport, vedere spiragli per un progresso più generale sembra quasi impossibile…

Luca Gregorio

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