Nico Rosberg, che combini?

A me Keke Rosberg non stava simpatico. Lo so è un brutto inizio per un pezzo che dovrebbe parlare di sport. Però il “fattaccio” di Spa Francorchamps (toccatina di Nico Rosberg alla vettura di Lewis Hamilton al secondo giro con conseguente foratura per l’inglese) mi ha fatto tornare in mente quella sensazione che provavo da ragazzo quando seguivo l’epopea del padre di Nico. Una antipatia nata probabilmente dopo quel mondiale conquistato nel 1982, frutto di una serie di “fortunate coincidenze”: in quella stagione morì Gilles Villeneuve e Keke chiuse al comando superando di solo 5 punti l’altro sfortunato ferrarista Didier Pironi (anche lui vittima di un terribile incidente che gli impedì di disputare le ultime 5 gare), tutto con una sola vittoria. Era un pilota costante Keke, forse un po’ rude e poco rispettoso del mezzo, ma non un fenomeno (secondo me).

Nico Rosberg mi sembrava simile per alcuni aspetti allo stile del babbo. Fino a questa stagione la carriera di questo figlio d’arte sembrava ripercorrere quei sentieri, anzi. Il destino pareva proiettarlo ad un ruolo di gregario, senza neanche poter godere delle “fortunate coincidenze” che premiarono il padre. Il 2014 però gli ha regalato una Mercedes strepitosa e un compagno di squadra forte, ma anche perseguitato da una sfortuna maledetta. Lewis Hamilton però è un combattente, capace anche di lottare a denti stretti contro la sorte. Una dote di cui Nico (secondo me) difetta un po’. Forse per questo a Spa ha perso un po’ il senso della posizione finendo per centrare la ruota del compagno di scuderia. Oppure è stata solo paura. Paura che Hamilton questa volta scappasse via davvero, portandosi via la speranza di Nico di uscire dal ruolo di eterno gregario. Oppure come ha raccontato Hamilton il contatto è stato cercato volontariamente per impedire al pilota inglese di guadagnare punti preziosi in classifica. La verità forse non la sapremo mai.

Fatto sta che Rosberg ha comunque dovuto “accontentarsi” del secondo posto e ora ha 29 punti di vantaggio su Hamilton quando restano 7 gare alla fine del Mondiale (l’ultima però regala punteggio doppio). In casa Mercedes nessuno sembra disposto a perdonare il “fattaccio” e sono davvero curioso di vedere come si comporterà la scuderia nelle prossime settimane (Hamilton lamenta da tempo scarsa tutela da parte del team).

Nel frattempo mi stavo dimenticando di fare i complimenti a Daniel Ricciardo, alla terza vittoria stagionale. Davvero bravo a spremere una Red Bull tutt’altro che irresistibile (se non ci credete basta chiedere a Sebastian Vettel). Chapeau Daniel.

Massimo Parisi – @max_parisi68

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