Nuoto: Pellegrini, un’Olimpiade flop non può oscurare una grande carriera

Da fenomeno a perdente. In quattro giorni di Olimpiadi Federica Pellegrini è passata dalle stelle alle stalle. La regina del nuoto è affondata: niente medaglie ai Giochi di Londra ed diventata una cosa vecchia da rottamare. Gli italiani non hanno vie di mezzo. Quando vinci ti esaltano di coccolano, ti fanno guadagnare, ti permettono tutto. Ma non puoi sbagliare perché se lo fai ti scaricano addosso tutte le loro frustrazioni. 

Non sarà simpatica ma Federica rimane comunque una campionessa. Una capace, nel momento più brutto della sua carriera, di essere la quinta nuotatrice al mondo sulle sue gare. Vogliamo scaricarla? 
Prima di lei guardavamo le gare di nuoto al femminile senza stimoli consapevoli che il miracolo sarebbe stato una finale B (ora non esiste più, lo so). Poi è arrivata la Pelle. Una che a quindici anni ha trasformato modesti primati nazionali in tempi di assoluto rilievo prima a livello europeo e poi mondiale. Da quel momento, era il 2004, è diventata un fenomeno mediatico. Un Tomba (o Valentino Rossi) nel nuoto e oltretutto lei è una donna. Pressioni infinite ogni volta che è scesa in acqua e ci lamentiamo se, arrivata scarica a Londra 2012, voglia prendersi un anno sabbatico? Che lo faccia, che faccia quello che si sente. In fondo le sue scelte agonistiche sono sempre state giuste: nella sua “misera” carriera ha vinto solo 2 medaglie olimpiche, 6 mondiali e 8 europee. In fondo le appartengono i record mondiali dei 200 e 400 metri. E non ha ancora compiuto 24 anni… fate voi
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