Olimpiadi: l’Italia dello sport ci ha fatto fare bella figura

Il canoista d’oro Daniele Molmenti

Siamo tornati dalle Olimpiadi di Londra con 28 medaglie, all’ottavo posto del medagliere. Un successo inaspettato. Lo stesso presidente del Coni, Petrucci, prima dei Giochi, aveva fatto sapere che si sarebbe accontentato anche di 22, 23 medaglie. Come sempre accade, quando gli italiani partono senza troppe aspettative si trasformano.
Uno scetticismo generale frutto anche dell’ignoranza. L’Italia è un paese di calciofili, al massimo la nostra conoscenza si spinge verso il nuoto o l’atletica se ci sono personaggi famosi come la Pellegrini. Invece nel nostro Paese ci sono realtà anche più importanti. C’è il tiro a volo, il tiro a segno dell’ingegner Campriani, il tiro con l’arco, la strepitosa scherma, senza dimenticare la canoa slalom o ultimo arrivato il taekwondo di Molfetta e Sarmiento. Alle Olimpiadi, giova ricordare, tutti gli sport hanno pari dignità e le medaglie hanno tutte lo stesso valore.
Quindi è bene criticare nuoto e atletica (2 medaglie e basta in tutto) ma è giusto anche esaltare tutte quelle federazioni che senza le attenzioni mediatiche, e magari senza troppi soldi, lavorano alla grande. Le solite due “Italie” che esistono nella vita di tutti i giorni. Quella arruffona, truffaldina e fannullona e quella operosa, grintosa e vincente. E non ci sono differenze tra nord e sud. Perché per un Molmenti (oro nella canoa-slalom) di Pordenone c’è un Molfetta nato e cresciuto nel brindisino.
Per una volta possiamo sorridere senza che il tedesco o l’inglese di turno ci possa far la morale. Lavoriamo, vinciamo e siamo onesti. Sì, onesti, perché quando abbiamo scoperto che un nostro campione come Alex Schwazer ha barato lo abbiamo messo subito alla porta… senza pietà e senza giustificazioni.
L’Italia almeno nello sport vince…per una volta un piccolo motivo di orgoglio ce l’abbiamo anche noi

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