14 febbraio: non è solo la festa di San Valentino

14 febbraio 2004-14 febbraio 201marco pantani7. 13 anni senza Marco Pantani. 13 anni senza il nostro Pirata.
Sono tanti, ma ogni anno è una fitta al cuore. Il giorno che dovrebbe essere di tutti gli innamorati, per tanti amanti del ciclismo e della salita è invece ogni volta il ricordo di un eroe, tragico, che non c’è più. In qualche modo l’amore, comunque, centra. Perché Pantani ha amato la bicicletta ed è stato contagiato da un amore totale. In Italia e nel mondo. Uno scalatore. Un grimpeur. Un corridore capace di imprese uniche e oggi, purtroppo, sempre più rare. Anzi, forse irripetibili. Marco Pantani è stato probabilmente l’ultimo eroe nazional-popolare, aldilà di chi poi ha deciso di voltargli le spalle. Galibier, Pampeago, Mortirolo, Oropa, Alpe d’Huex, Mont Ventoux: sono solo alcune delle vette dominate dall’omino di Cesenatico nel corso di una carriera piena di ostacoli, infortuni, accuse e scatti in solitaria. Sono trascorsi 19 anni dall’anno magico 1998. Doppietta Giro d’Italia-Tour de France. Sono passati 19 anni e ancora si parla di doping. Come prima. Più di prima. Ed è giusto così. Ma non cancellateci i nostri ricordi, i nostri pianti, le nostre urla quando passava il pirata.
L’amore si può mettere a tacere. Non cancellare. E quello che ha smosso Pantani in milioni di appassionati e amanti di questo sport nemmeno la morte lo può lavare via.

A distanza di nove anni ogni parola e ogni ricordo rischiano di essere banali e ripetitivi. Marco ce li ha fatti usare tutti quando correva. Oggi ci resta il dolore. Ma ci restano anche le cartoline delle sue accelerazioni. I suoi riti. La sua pelata. Il suo saper volare sui tornanti. La sua gioia e la sua sofferenza. Tutte immagini che, nemmeno il tempo, può toglierci. Ciao Marco. In qualche modo, sei sempre con noi.

Luca Gregorio
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