One Greg Show. Basket: e alla fine vince sempre Siena

Nuove facce, nuovi interpreti, nuove squadre. Ma alla fine, per il quinto anno consecutivo, la Coppa Italia l’ha alzata al cielo Siena. Sempre e solo MensSana. Perché in fondo ciò che conta è solo il nome che resta scritto nell’albo d’oro. 
E’ stata un’edizione delle Final eight frizzante e viva. Tutte se la sono giocata, tutte si sono date battaglia. Ma quando la palla scotta, quando in palio c’è un trofeo la qualità e il lavoro cementato nel tempo ha premiato la Squadra e la Società con la “S” maiuscola. Un tributo alla costanza di Siena, modificata in estate, scossa dalla vicenda-Minucci (comunque sempre in prima fila a tifare la squadra) ma regina in Europa e in Italia, aldilà di quanto dice l’attuale classifica. Varese regolata due volte nell’arco di breve tempo. Due sberloni che fanno male. Due sconfitte piuttosto nette, nonostante il sussulto d’orgoglio avuto nel quarto periodo della finalissima. Varese c’è e può (e deve) tenere fino ai playoff, ma forse manca ancora l’ultimo step. Basteranno questi ultimi mesi per colmare il gap di mentalità con Siena? Difficile dirlo. Vitucci ha per le mani un roster affidabile e talentuoso. Green è una certezza (29 punti, 6 rimbalzi e 4 assist nella finale), così come Dunston. Ma la Cimberio ha disperato bisogno dei comprimari: e se per una volta tradiscono i vari Polonara, De Nicolao, Ere, Banks e Sakota ovviamente il risultato non può che essere negativo.
Siena ha dimostrato di essere il solito concentrato di talento, concretezza e ottimi falegnami. La leadership di Brown e la classe di Hackett spostano diversi equilibri, ma ogni elemento porta il suo solido mattoncino alla causa. Quando si arriverà ai playoff, con l’Eurolega alle spalle (comunque vada), Siena saprà nuovamente concentrare tutte le proprie forze e attenzioni sul campionato. Un pericolo in più per le avversarie, che nella logica di una serie dovrebbero ancora pagare dazio nei confronti degli attuali campioni.
La kermesse del Forum è stata comunque un successo di pubblico e una ventata di novità. Segnale che il movimento sta bene, nonostante la delusione per la figuraccia fatta da Milano, padrona di casa, uscita al primo colpo con Varese (e ci poteva stare) ma senza sputare sangue e senza onorare il proprio pubblico, sempre più deluso, così come Re Giorgio Armani. Insomma, a parte l’Olimpia, tutti promossi.
Ma chi si aspettava ribaltoni o un nome nuovo sulla coppa (fra cui il sottoscritto) è stato prontamente smentito. Il regno di Siena non è ancora finito. Nuovo capitolo questa primavera.
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