One Greg Show. Basket: la caduta degli dei, le speranze degli altri.

Lucidamente, forse, ci sarebbe poco da stupirsi. Ma la realtà dei fatti un po’ ci sorprende. Siena che domina in Eurolega e stenta in campionato. A fine settembre alzi la mano chi ci avrebbe scommesso. La rivoluzione in casa Mens Sana doveva portare (e ha portato) inevitabili conseguenze sul cambiamento tecnico e societario. Si era ipotizzato un calo di rendimento in campo italiano, figuriamoci a livello europeo. Il parquet, poi, ha dettato le sue leggi: Siena meglio in Europa che in Italia. 5-0 il bilancio nelle top 16 (la cream del nostro basket), con playoff praticamente certi, ma 12-5 il rendimento in serie A, con annesse 3 sconfitte nelle ultime 5 e per di più tutte in trasferta. Qualcosa è cambiato. E gli avvoltoi stanno lì in attesa.
Le finali di Coppa Italia diranno molto su quanto, poi, le cose sono cambiate davvero. Perché Varese e Sassari giocano bene, anzi meglio di tutti. Ma le gare-secche, con annessi concetti di esperienza, malizia, sangue freddo, sono un’altra storia. Per la bellezza del basket sarebbe bello che entrambe si incontrassero in finale. Ma dietro c’è Siena col suo bagaglio di successi, c’è Roma con la sua imprevedibilità e il ritrovato entusiasmo, c’è Cantù con un Mancinelli in più e c’è Milano, padrona di casa, in striscia da 3 vittorie e con qualche equilibrio interno raggiunto dopo mesi di ferite e sofferenze. E dunque pronostici aperti per l’evento del Forum, dove mancheranno due società e piazze storiche come Bologna e Pesaro. Le V nere hanno un conto aperto con le sconfitte (7 consecutive), la Scavo ne ha perse 12 delle ultime 14 ma vincendo 2 delle ultime 3. Insomma, un velo di tristezza ci viene, ripensando a ciò che hanno fatto, vinto e costruito questi due club sopratutto negli anni Novanta. Sono le logiche di una pallacanestro avvincente e imprevedibile, dove non sempre il nomi che porti e gli investimenti che fai pagano dividendi importanti. Le rivalità di un tempo sono assopite, i fallimenti di Treviso e Fortitudo sono stati strappi violenti nell’economia di questo sport e il nuovo che avanza (Sassari, Venezia, Brindisi) porta con se una buona dose di passione ma non quell’alone di miticità di cui il tifoso ha bisogno.
Forse è solo questione di pazienza. Forse è solo questione di cicli. Forse siamo solo troppo innamorati del basket che fu per accettare che oggi alcune cose, semplicemente, non esistono più…
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