One Greg Show: Giro d’Italia, ci siamo

Bradley Wiggins e Vincenzo Nibali. Pochi dubbi, i grandi favoriti del Giro d’Italia, giunto alla sua 96esima edizione, sono loro. Più il britannico del siciliano. Perché ha una squadra leggermente più forte (Sky più completa dell’Astana), è nettamente più veloce a cronometro, regge in salita e ha alle spalle il trionfo del Tour de France. E Nibali? Lo Squalo dello stretto arriva da una prima parte di stagione esaltante, coi successi alla Tirreno-Adriatico e al Giro del Trentino (dove ha battuto proprio Wiggins) che hanno dato il giusto morale al messinese. Nibali ha la maturità per ambire alla maglia rosa e una buona esperienza alle spalle, essendo salito sul podio delle tre corse a tappe più importanti (Giro, Vuelta e Tour). Vincenzo ha lavorato meticolosamente durante l’inverno su posizione e assetto da crono, così da provare a tamponare il suo punto debole. Basterà? Probabilmente no, perché la differenza la dovrà fare sulle salite. Le incognite dell’Altopiano del Montasio, la tappa durissima di Pescara e le grandi classiche (Stelvio, Giau, Galibier, Tre Cime) potranno e dovranno essere decisive. I cambi di ritmo dovranno essere l’arma cruciale per spaccare le certezze del team Sky, con Uran e Haedo principali scudieri di Wiggins.
Dietro ai due big ci sono ovviamente le mine vaganti: Scarponi è in forma e in salita potrebbe anche essere il più forte, ma gli oltre 90km a cronometro lo estrometteranno quasi sicuramente dal discorso maglia rosa; Samuel Sanchez e Gesink sono pericolosi ma forse non affidabili su tutti i terreni; Evans è una vecchia volpe, ma ha 36 anni e potrebbe pagare alla distanza. Il pericolo maggiore potrebbe essere Hesjedal, vincitore in carica e l’anno scorso padrone assoluto della corsa, quasi senza faticare. Il canadese non sembra avere la stessa condizione di un anno fa, ma ha una squadra solida (la Garmin) e potrebbe ancora stupire. Il forfait di Ivan Basso (causa cisti misteriosa emersa in una notte) spiace, perché il varesino era atteso al riscatto e, in qualche modo, si sarebbe potuto anche rivelare un alleato interessante per Nibali in salita.
Il Giro sarà, comunque, la solita grande festa, coi passaggi molto attesi, a livello emotivo, a Napoli, Ischia, sul Vajont, sul Galibier e alle Tre Cime di Lavaredo.
I campioni ci sono, l’adrenalina è alta, l’Italia pronta alla finestra. Siamo sicuri. Il nostro Giro, anche quest’anno, non ci deluderà.
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