One Greg Show: Volley, Piacenza ha voglia di stupire

Magari finirà 3-1 per Trento, magari è stata solo un’illusione. O un bellissimo flash. Ma intanto Piacenza è 1-1 nella serie di finale scudetto contro i marziani dell’Itas, alla sesta finale consecutiva. 
Il mondo della pallavolo è tornato all’antico, mettendo in soffitta il V-day per tornare a godersi lo spettacolo di una finale 3 su 5. Forse meglio cosi, a patto che la serie abbia qualcosa da raccontare. E forse in molti avevano ipotizzato un comodo 3-0 di Trento, anche dopo il successo facile di gara-1. Sbagliato. I 4000 del PalaBanca in gara-2 e l’energia dei ragazzini Papi (40 anni) e Zlatanov (37) hanno riportato a galla il Copra di Luca Monti, a un passo dall’esonero prima di lanciarsi in una rincorsa magica, con l’eliminazione di Macerata in semifinale per arrivare oggi a giocarsi il sogno.
Emiliani spaventosamente sfacciati e con protagonisti forse inattesi a questo livello, oltre ai noti big (fra cui anche Fei e Tencati): dal palleggiatore De Cecco al centrale Holt, fino a Luca Vettori, un martello con personalità da vendere e braccio che sa spaccare le pietre. 

Insomma, Piacenza, aldilà di questioni di tifo, ha riacceso una finale che sembrava già scritta e, male che vada, ci regalerà altri due atti. Trento rimane favorita, sempre e comunque, perché la qualità complessiva dell’Itas rimane superiore. Ma l’entusiasmo ritrovato di alcuni vecchietti già citati e che erano stati dati per morti, è un’immagine intensa e bellissima per questa pallavolo.
Poi, ovviamente, che vinca il migliore. Noi stiamo in poltrona e ringraziamo felici.
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