Pallavolo: Il V-Day…visto da dentro (di Luca Gregorio)

Di Luca Gregorio

Posso dire di aver assistito ad uno spettacolo che raramente mi era capitato di gustare dal vivo. L’ultimo V-Day di questa parte della storia della pallavolo (dall’anno prossimo si ritorna alla finale tre su cinque) è stato un concentrato di emozione, adrenalina, passione, valori tecnici e capovolgimenti di risultato davvero incredibili. Ha vinto Macerata (che torna a festeggiare dopo lo scudetto del 2006 conquistato a Pesaro), protagonista di una rimonta pazzesca da 0-2 a 3-2 e con un tie-break vinto 22-20 che ha tolto il respiro ai 12mila del Forum. E’ stata una festa del volley, ma ancor di più è stata una festa dello sport. Tutti i tifosi vicini e mescolati senza recinzioni o polizia. Tutti lì a colorare un palazzetto con gioia ed emozione. Famiglie, donne, bambini in numero esorbitante. E’ lo sport che, forse, tutti sognamo. Io mi sono emozionato e credo di poter dire che, in una valutazione a 360 gradi, la pallavolo oggi è lo sport più bello e sano del panorama italiano. Provare per credere. Una domenica resa ancor più indimenticabile dalla pallavolo che hanno giocato Trento e Macerata per 5 set. Una finale pazza, che sembrava morta e sepolta dopo i primi due set, in cui Trento ha letteralmente preso a cazzotti la Lube risultando praticamente ingiocabile con perfezione in tutti i fondamentali. Poi, quando tutto sembrava indirizzarsi verso un epilogo inevitabile, Macerata ha tirato fuori gli artigli e Giuliani si è dimostrato abile stratega: fuori Savani e Podrascanin, dentro Kovar (Mvp alla fine) e Pajenk e match rivoltato di botto. Milano si è ritrovata così ad assistere al tie-break più appassionante dell’ultimo ventennio, con match-point da una parte e dall’altra annullati in serie fino all’errore arbitrale sul 22-20 che ha consegnato lo scudetto ai marchigiani (era punto buono per Trento). Un episodio da moviola, unica macchia in una domenica stellare e memorabile.
E’ stata anche la finale-scudetto degli addii; quello di Juantorena che lascia Trento e quello di Omrcen, che lascia Macerata da capitano e con il tricolore cucito sul petto. Campioni che hanno lasciato segni profondi nel nostro campionato e che, di certo, ci mancheranno. Grazie a voi, grazie a Itas e Lube, grazie al Forum, grazie al volley. Sarà anche l’articolo di un inguarabile romantico, ma lo sport andrebbe sempre visto e vissuto così…

Pagelle Trento: Rafael 8 Kaziyski 6,5 Juantorena 6,5 Stokr 5 Birarelli 7 Djuric 8 Bari 5 Stoytchev (all.) 5 Pagelle Macerata: Travica 7 Omrcen 8 Savani 5,5 Kovar 8 Parodi 6,5 Stankovic 6 Podrascanin 5,5 Pajenk 7 Exiga 8 Giuliani (all.) 9

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