Playoff Nba, Luca Gregorio di Sportitalia: “Finale annunciata Lakers-Cavs”

Finita la stagione regolare, la Nba si prepara ai playoff che partono domani. Queste le otto sfide:
A Est, Clevaland-Chicago, Orlando-Charlotte, Atlanta-Milwaukee e Boston-Miami. A Ovest invece Oklahoma-LA Lakers, Dallas-San Antonio, Phoenix-Portland e Denver-Utah.
Ne abbiamo parlato con Luca Gregorio di Sportitalia.

Allora Luca, definita la griglia dei playoff. Sorprese?

Nel complesso direi di no. Fino all’ultimo direi che tutti abbiamo sperato nella qualificazione di Toronto, ma i Raptors si sono distrutti con le proprie mani, perché il loro gioco è andato a picco dopo l’All Star Game e hanno di fatto sciupato un buon margine che avevano sui Bulls. Onore al merito di Chicago, che ha chiuso la stagione con sette vittorie nelle ultime dieci, ha dominato la sfida diretta coi canadesi e ha strappato un primo turno contro i Cavs, che avrà magari poca storia ma è un piccolo traguardo per i tori. A ovest si sono qualificate senza dubbio le migliori otto, considerando che Oklahoma è stata più regolare di Houston e ha meritato l’ottava piazza, vincendo peraltro otto gare in più dei Rockets. Sorprese (relative) negli abbinamenti: Boston-Miami e Denver-Utah al primo turno fanno un certo effetto, ma i Celtics hanno avuto poca regolarità durante la regular season, mentre a Ovest i Nuggets hanno lottato fino all’ultimo ma sono crollati nello scontro diretto con Phoenix e così, in caso di qualificazione, si troveranno in semifinale i Lakers.

Quali sono le squadre che ti sono piaciute di più?

Tralasciando per un attimo le big, ad Est promozione a pieni voti per gli Atlanta Hawks. Squadra divertente, fisica, capace di giocare in campo aperto e con tanta personalità. Mi piacerebbe vederla in finale, almeno nella eastern conference. Meritano una citazione anche Milwaukee, risorta dalle ceneri delle ultime disastrose stagioni, e Miami, con un Wade in formato extra-lusso e capaci di chiudere al quinto posto, con un 9-1 finale che può dare buone indicazioni in vista dei playoff. A Ovest il livello è stato più alto, ma comunque discontinuo: i Lakers restano i più forti, ma si sono specchiati troppo su stessi e hanno manifestato evidenti limiti in trasferta. Dallas, Phoenix, Portland e nel finale di stagione anche San Antonio hanno giocato una pallacanestro efficace e vincente. Però solo a sprazzi e quindi anche in questo caso la scelta deve ricadere sui Thunder, una bella novità in tutto il panorama della Lega.

Quali sono state le rivelazioni della stagione regolare? E parlo sia di squadre sia di giocatori

Mi ripeto, e quindi come rivelazioni di squadre dico Atlanta, Oklahoma e Portland, mentre diverso è il discorso sui singoli. Ne cito tre, per il contributo che hanno portato alla causa delle proprie squadre: Jennings (Milwaukee), Rose (Chicago), Durant (Oklahoma City).

E invece quali sono state le delusioni?

Qui il discorso è un po’ più complicato, ma come squadre scelgo New Orleans, Toronto e New York. I motivi? Gli Hornets avevano comunque un buon potenziale e hanno vinto solo 37 partite, 13 meno della quota playoff; i Raptors perché avevano allestito una squadra con ambizioni playoff e sono riusciti nell’impresa di rimanere fuori, dimostrando poca personalità nel momento-chiave; i Knicks perché sono l’eterna promessa, o l’eterna incompiuta, e hanno fallito ancora una volta la post-season, al termine dell’ennesima stagione piena di alti e bassi, cambiamenti e storie assurde. Si è salvato, per fortuna, il nostro Danilo Gallinari, ma anche in questo caso si sono accorti troppo tardi che è lui la vera stella di New York. Se costruiranno su di lui la squadra, magari l’anno prossimo qualcosa cambierà. Fra i giocatori che mi hanno deluso senza dubbio Turkoglu (dalla finale coi Magic e uomo-decisivo a uno qualunque a Toronto), i big-three dei Celtics (Garnett-Pierce-Allen) e Allen Iverson, per la pessima immagine che ha dato di sé.

E’ stato un altro anno super di LeBron James

Mi rincresce quasi dirlo (essendo io un seguace della stella di Kobe Bryant), ma è proprio così. LeBron sa far girare la squadra, è un leader totale, capace di vincere in proprio le partite ma soprattutto di coinvolgere i propri compagni (cosa che Kobe non sempre fa). È il Prescelto non a caso, il Re, e quest’anno forse sarà dura separarlo dalla conquista dell’anello. 29,7 punti di media alle spalle di Durant, coi Cavs che hanno vinto a mani basse la Eastern Conference e anche il miglior record della Lega. Per me rimane sempre il numero 2 di questa Nba, ma ha davanti a sé un decennio di dominio assoluto.

Spunta però un certo Durant più giovane realizzatore di sempre nella storia Nba

E’ la bella notizia di questa stagione. Giocatore atletico, fisico, capace di attaccare ed esaltare le folle. Una nuova stella, è il caso di dirlo, nel firmamento Nba. Ha già compiuto un piccolo grande capolavoro portando i Thunder ai playoff e, appunto, vincendo la classifica come miglior realizzatore con 30,1 punti di media. Se queste sono le premesse, abbiamo per le mani uno che farà parecchio parlare di sé. Vedremo quando potrà giocare in una squadra con ambizioni serie.

Che anno è stato per i tre italiani ?

Nel complesso positivo, ma solo a livello individuale. Delle disgrazie di Toronto e New York abbiamo già parlato ed è chiaro che se non riesci ad ottenere un certo risultato sportivo di squadra, tutto il resto passa in secondo piano. Però l’analisi sui singoli ci spinge oltre: Bargnani è diventato la seconda opzione (a volte anche la prima) dei Raptors, perché Triano ha avuto fiducia in lui e il Mago stesso è cresciuto in termini di rendimento offensivo e di minuti sul parquet. Sono convinto del fatto che possa essere, comunque, solo un buon giocatore nella Nba, perché non ha la personalità per essere il go-to-guy di nessuna squadra. In un sistema collaudato la sua presenza ha sicuramente più senso, viste le sue caratteristiche tecniche. In crescita, promosso, ma sempre con riserva, perché comunque gioca a Toronto, che è una franchigia particolare. In Canada ha cercato di ritagliarsi il suo spazio anche Marco Belinelli: è un giocatore che ho sempre apprezzato e ammirato, ma in Nba di tiratori come lui ce ne sono a decine, e molti sono più bravi. Per il Beli sfondare sarà ancora più arduo. Ma se dovessi dargli un voto, gli darei 7, perché negli spezzoni in cui è stato gettato sul parquet ci ha messo anima, cuore, voglia, difesa e tecnica. E qualche piccola soddisfazione diciamo che se l’è presa. Ripeto, il limite è che difficilmente, per caratteristiche tecniche e anche fisiche, diventerà un uomo da quintetto base. Ho lasciato volutamente per ultimo Danilo Gallinari, perché lui è un numero uno, un campione nel sangue e nel dna: personalità, attributi, talento, fisico, tiro, difesa. Ha tutto per fare la differenza, peccato che nella Grande Mela abbia sofferto all’inizio di un po’ di ostracismo da parte dei suoi compagni di squadra che lo servivano poco. Nel finale di stagione ha innalzato l’asticella delle sue prestazioni e forse D’Antoni ha spiegato che la palla gliela dovevano dare. Mvp degli italiani e destinato a crescere. Gallo the best.

Passiamo ai pronostici. Quali sono i tuoi per il primo turno dei playoff?

Pronostici secchi: a Ovest Lakers-Thunder 4-2, Denver-Utah 4-3, Dallas-San Antonio 4-2, Phoenix-Portland 4-1; a Est Cleveland-Chicago 4-0, Boston-Miami 4-2, Orlando-Charlotte 4-0, Atlanta-Milwaukee 4-1. Vediamo quanti ne prendo…

E per l’anello invece, Lakers o Cavs?

Giustamente la domanda più difficile per ultima. È la finale annunciata da tutti e pare scontata. Doveva però esserlo anche l’anno scorso e invece Orlando ha fatto lo sgambetto ai Cavs. Non c’è nulla di scritto nei playoff Nba. Diciamo che il ritornello è sempre lo stesso: se Lakers e Cleveland giocano come sanno, non ci sono speranze per nessuno. Visto il rendimento complessivo, i Cavs quest’anno non hanno nessuna intenzione di perdere la finalissima; semmai rischiano di più i Lakers, che devono recuperare una presenza fondamentale a centro area come Bynum e devono dare dei segnali forti in trasferta, perché se vogliono confermarsi campioni dovranno fare risultato lontano dall’amico Staples Center. Detto questo, ipotizziamo comunque una finale fra L.A. e Cleveland: in stagione LeBron James e soci hanno vinto entrambe le sfide dirette. Quindi titolo ai Cavs, che avranno anche il fattore-campo fino alla fine? La ragione suggerisce questo, ma il cuore, tinto di gialloviola, mi spinge verso il bis dei Lakers.

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