Playoff Nba: nessuna certezza (o quasi)

Con i fari puntati sull’affaire Sterling e sul futuro dei Los Angeles Clippers, i playoff Nba proseguono a marcia spedita verso la fine del primo turno e, a sorpresa, se si esclude il perentorio 4-0 degli Heat sui malcapitati Charlotte Bobcats, c’è ancora molto da decidere su entrambe le coste.

Proprio a Est, dove i campioni in carica hanno dovuto comunque sudare per regolare la franchigia di Michael Jordan, la seconda sentenza è arrivata dal passaggio del turno di Washington ai danni dei Chicago Bulls: troppa corta la panchina degli orfani di Derrick Rose per competere nella post season. I Wizards, con il play John Wall e un concreto Nene sugli scudi, ottengono la loro terza vittoria in una serie playoff dal 1970.

Ma la sorpresa vera potrebbe arrivare dalla città della Coca-Cola. Nelle notte tra giovedì e venerdì gli Atlanta Hawks tenteranno di eliminare gli Indiana Pacers, testa di serie numero 1 della Eastern Conference. Fortino inespugnabile la Philips Arena, dove i beniamini di casa in gara 5 hanno tenuto a bada Paul George e compagni con 15 triple realizzate. Ora gli Hawks hanno l’occasione di diventare la quarta testa di serie numero 8 nella storia della lega a eliminare i primi della regular season. Sotto accusa in Indiana lo scarso rendimento del centrone Roy Hibbert, sempre limitato dai falli, e la scarsa armonia nello spogliatoio.

Come ci si aspettava, regna l’equilibrio nella serie tra Toronto e Brooklyn, con i canadesi che cercheranno di sfruttare lo slancio del colpo esterno in gara 4, vinta 87 a 79 dai Raptors grazie a una grande prova della coppia di guardie De Rozan-Lowry. Che la “nuova” franchigia newyorkese non fosse la macchina schiacciasassi pronosticata nella preseason si era capito già dalle prime settimane della stagione regolare e ci si attendeva sicuramente qualcosa di più dai vecchietti guidati da Jason Kidd, ma la serie resta ancora molto aperta, soprattutto se si tiene conto del divario di esperienza nei playoff dei due roster.

Nella Western Conference  si trema a Oklahoma City, dove i Thunder rischiano una clamorosa eliminazione al primo turno. Memphis ha il match point in casa giovedì notte dopo una prima parte di serie combattutissima e il supplementare di gara 5 deciso da un libero sbagliato da Kevin Durant. Soliti problemi sotto canestro per i Thunder, evidenziati dalla pioggia di rimbalzi raccolti dal duo Gasol-Randolph in casa Grizzlies.

Grande serie in California, dove un DeAndre Jordan che non ti aspetti (25 punti e 18 rimbalzi) e una super difesa su Stephen Curry (8 palle perse) regalano hai Clippers un bel vantaggio sui Golden State Warriors in vista del ritorno nella Baia per gara 6.

Sfide non consigliate ai deboli di cuore anche quelle texane, dove i Dallas Mavericks stanno insidiando e non poco i San Antonio Spurs del nostro Marco Belinelli, poco incisivo in queste prime gare di post season. L’impressione è che Nowiztki e soci stiano sfruttando al meglio l’inerzia di un finale di stagione regolare affrontato a tutta per agguantare l’ultimo posto disponibile a ovest. Dopo la beffa ricevuta per mano di nonno Vince Carter in gara 3, la truppa di coach Popovich ha però riguadagnato il fattore campo espugnando l’American Airlines Center grazie a un’impeccabile partita di Manu Ginobili (23 punti in 28 minuti).

Tre gare su quattro al supplementare e grande equilibrio anche tra Portland Trail Blazers e Houston Rockets, ma la squadra di James Harden, favorita a inizio serie dai bookmakers, è sotto 1-3. Ora si torna in Texas e i razzi devono capire a tutti i costi come fermare un incontenibile LaMarcus Aldridge (senza dubbio mvp dei playoff finora) e ritrovare il feeling tra le mura amiche per ribaltare la serie.

 

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