Prima_Vera Rubrica: Bryan Cristante, il nuovo Golden Boy del Milan

Di Matteo Ronchetti (twitter: @MatteoRonche)

FOCUS SU…BRYAN CRISTANTE. E’ la sua giornata, il suo momento. E’ il ragazzo sulla bocca di tutti. Con il compimento del 18esimo anno di età, ha firmato un contratto di 5 anni con il Milan e l’anno prossimo sarà aggregato alla Prima Squadra. Ieri Galliani l’ha portato con sé alla Domenica Sportiva, dove al giovane rossonero è stato consegnato il Golden Boy, il premio di miglior giocatore del Torneo di Viareggio. Le luci della ribalta non gli sono nuove, essendo diventato a 16 anni e 278 giorni il più giovane esordiente in Champions del Milan. L’anno scorso, il 6 dicembre, è entrato al posto di Robinho col Viktoria Plzen nel giorno della prima maglia da titolare di De Sciglio. I rossoneri erano già passati, ma quei 16 minuti sono entrati nella storia. Qualche settimana fa ha fatto il bis, senza entrare però: panchina a San Siro con il Barcellona. Mica male. Ha osservato da vicino i marziani e studiato Montolivo, il suo punto di riferimento. Bryan, infatti, si rifà più alla scuola italiana che non a quella spagnola. “Loro giocano sul corto, rapido, io preferisco dare ampiezza e profondità”, ha spiegato. Non è velocissimo nei primi passi, cosa che lo ha fatto faticare un pò quando è stato schierato da Dolcetti come difensore centrale, ma legge bene l’azione (prima degli altri) e occupa bene lo spazio. Ecco perché il suo ruolo ideale è quello di frangiflutti davanti alla difesa. Fisico da corazziere (1,86), cervello fino, bravo con entrambi i piedi, stupisce per personalità. E’ sicuro di sé, un leader silenzioso dal viso d’angelo. Cristante è un giocatore alla Van Bommel, perfetto per Allegri. Dicono che abbia già valori fisici da Prima Squadra, ma fino a giugno giocherà con la Primavera. 
Ah, perché fa di nome Bryan? Perchè papà Walter, ora impiegato comunale con un passato da portiere, è cresciuto nella comunità friulana del Canada. Bryan però è nato in Italia e ha cominciato a vestire l’azzurro ancora prima di arrivare al Vismara, nei Giovanissimi. Altro segno di predestinato. 
 
SI RICOMINCIA. Chiusa la parentesi legata al Torneo di Viareggio, è tornato il Campionato Primavera. Ecco cosa è successo:
GIRONE A. Ritorno con sgambetto per la Juventus, che a Vinovo perde 2-1 con il Genoa, bestia nera dei bianconeri. Già all’andata i liguri avevano frenato i ragazzi di Baroni sul due pari; stavolta invece fanno di più, infliggendo alla Juve la terza sconfitta stagionale e mettendo fine a un striscia di 12 vittorie consecutive. Ad approfittarne sono Fiorentina e Torino che, vincendo, si portano -3 e -4 dalla capolista, che ha una gara in meno dei viola e una in più rispetto ai granata. La classifica è dunque molto corta e le posizioni variabili.
GIRONE B. Non inciampa invece l’Atalanta, sempre prima, sempre vincente. Con un gol di Conti e due di Doudou Mangni si libera del Sassuolo per 3-1, guadagnando anche qualcosa sulle inseguitrici. L’Inter impatta 2-2 col Verona, il Milan addirittura (forse ancora con la testa – e le gambe – al Viareggio) perde 4-1 col Varese. Regge il passo solo il Chievo, straripante nel 5-0 sul Brescia. 
GIRONE C. Delle prime sei squadre in classifica, perde solo il Napoli. Un ko dal peso specifico importante perchè arrivato nello scontro al vertice con il Catania, che si impone per 3-1 ottenendo la vetta solitaria, a +2 su Lazio e Palermo e +3 sul Napoli, scivolato in quarta posizione. E’ la giornata delle goleade: la Roma surclassa il Bari 5-1, il Pescara ne fa 5 alla Ternana, la Reggina si ferma solo a tre con l’Ascoli, mentre Lazio e Vicenza chiudono il set con Lanciano e Crotone con un tennistico 6-1

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