Prima_Vera Rubrica: occhi puntati su Davide Paruzza

Davide Paruzza


GIRONE A. Delle prime sei hanno vinto tutte tranne il Genoa, sconfitto in casa dal Parma 1-0 (tra l’altro, non un buon viatico per il derby della Lanterna di settimana prossima). In classifica dunque non cambia nulla, con la Juve sempre prima a 38punti, a +4 sulla Fiorentina e +7 sul Torino che però ha una gara in meno (quella rinviata con la Samp).
GIRONE  B. E’ quello delle goleade. 7-0 dell’Atalanta sul Cittadella, 4-0 del Chievo sul Padova, mentre le milanesi sono naufragate perdendo pesantemente (3-1 l’Inter col Cesena, e 5-2 il Milan con il Bologna, che ora è lì a un punto e insidia ai rossoneri il quarto posto)
GIRONE C. Classifica sempre cortissima, anche perché là davanti solo la Lazio incespica, pareggiando 2-2 con la Ternana. Per il resto, Napoli, Catania e Roma vincono tutte, nonostante le insidie del turno che metteva di fronte Ascoli (6°)-Napoli (1°)e Palermo (5°)-Catania (2°).
FOCUS SU…Davide Paruzza del Chievo. In tanti avrebbero meritato la copertina, da Cais dell’Atalanta a Bernardeschi della Fiorentina, da Frediani della Roma a Capello e Veratti del Bologna, ma stavolta non posso non sprecare due parole per Paruzza, autore di una prova da incorniciare con l’hat-trick messo a segno contro il Padova. Scelgo lui perché non capitano spesso giornate di gloria a giocatori con le sue caratteristiche. Paruzza è un centrocampista classe 94, un mediano di quantità, un motorino in mezzo al campo dedito alla fase di rottura. Corsa e grinta sono le sue armi migliori. Così capita che sottoporta spesso ci arrivi bollito dalla stanchezza e poco lucido. Invece stavolta non è andata così. Tre gol, tutti nel secondo tempo, prima di essere sostituito per ‘eccessiva generosità’ e per prendersi qualche applauso. Complice forse anche l’età, sta trovando il giusto compromesso fra quantità e qualità, come dimostrano anche le sei realizzazioni messe a segno finora. Crescendo, sta affinando anche le doti di incursore, piccolo segnale per dimostrare di meritare una chance tra i professionisti, magari passando prima da un prestito in B o LegaPro per mettere nel motore un po’ di esperienza fra i grandi. La Serie A come obiettivo, la Roma come sogno. Paruzza è romano e romanista, e dopo sei anni di settore giovanile si è trasferito a Verona per crescere in tranquillità. Chievo è il club perfetto. Ma il giallorosso gli è rimasto tatuato sottopelle.
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Add Comment