Prima_Vera Rubrica: scopriamo Ezekiel Henty (VIDEO)

Di Matteo Ronchetti – twitter: @MatteoRonche

FOCUS SU… Ezekiel Henty del Milan. Attaccante nigeriano di Lagos, nato il 13 maggio 1993 e arrivato a Milanello ad ottobre, insieme al connazionale Favour Anyekan, centrocampista di un anno più giovane. Perché lui? Facile. Basta digitare su Youtube il suo nome per ammirare quello straordinario coast to coast che ha fatto il giro dei Sociale Network e ricordato a tutti il gol di George Weah nel 96 a San Siro con il Verona. Henty aveva tre anni, ma evidentemente ha visto e rivisto nella sua mente quella rete fino al punto di emularla in campo. E’ al limite dell’area quando alza la testa, vede davanti a lui 4 avversari sparsi e pensa: “Ora parto e faccio da solo. Non la passo, voglio provarci”. E così ha fatto. Ha spazzato via tutti con una progressione pazzesca. Hanno provato a contrastarlo, buttarlo a terra, ma niente. Quello che sorprende è l’estrema capacità di partire palla al piede, di accelerare senza mai arrestare la corsa, la resistenza ai contrasti e la lucidità con la quale si presenta a tu per tu col portiere varesino Di Graci (per altro, ex rossonero). Ci vuole rapidità, potenza, freschezza, cinismo. Il gol gli è valso qualche titolo, la ribalta del web, qualche copertina. Ma che fosse promettente ce ne eravamo già accorti. Esordisce a Modena con un assist, poi alla decima trova con una doppietta i suoi primi gol italiani. Settimana scorsa, entra dalla panchina e segna di testa. Ora questo gol meraviglioso. L’accostamento con Weah è scontato, ma anche rischioso perché di strada ne deve fare per arrivare a quel Pallone d’Oro che il liberiano ha conquistato e lui dice di sognare. Ha grandi qualità ma deve ancora disciplinarsi tatticamente e migliorare tecnicamente prima del grande salto. Si vede prima punta, ma credo che per il suo bene sia meglio fargli fare un percorso alla Niang. Partire dall’esterno, sacrificarsi molto, lanciarsi negli spazi. Fare il primo terminale di una squadra non è facile, soprattutto se sei giovane. Rischi di diventare un bersaglio facile se ancora non sai proteggere il pallone da gente grossa il doppio di te e per giunta molto smaliziata. Però ha talento e futuro davanti a sé. Intanto su Facebook si fa chiamare Henry e sogna di giocare con Balotelli. Spesso i sogni aiutano a crescere. Nel Milan del futuro potrebbe starci. Magari con una cresta, oggi è d’obbligo.
Gruppo A. 11esima vittoria consecutiva, 12esimo risultato utile: la Juventus che nelle prime sei partite aveva portato a casa appena 8 punti non c’è più, si è trasformata col tempo in una macchina da guerra, come testimonia il 3-1 al Grosseto. E stavolta riesce anche ad allungare in classifica, staccando di sei punti la Fiorentina, fermata sull’1-1 dal Cagliari nonostante l’11esima rete stagionale di Bernardeschi (capocannoniere). Viola che ora si devono guardare alle spalle perché Torino ed Empoli incalzano e i granata, distanti appena un punto, hanno anche una gara in meno. Menzione particolare per il derby di Genova, stravinto 4-0. Una gara senza storia indirizzata dall’autogol di Blaze al 16esimo e continuata peggio..
Gruppo B. Maledette trasferte. Atalanta e Chievo, prime due compagini del raggruppamento, per la seconda volta consecutiva non vanno oltre un pari lontano dalle mura amiche. 2-2 a Modena per i ragazzi di Bonacina, 1-1 a Bologna per i clivensi. Così la testa della classifica rimane immutata e le milanesi possono accorciare. L’Inter in una gara da cardiopalma e sempre altalenante è riuscita ad avere la meglio di un coriaceo Sassuolo (4-3, bene Garritano per i nerazzurri, benissimo il solito Gomez per i neroverdi, autore di una doppietta), mentre il Milan si è buttato alle spalle il ko col Bologna rifilando un 3-1 al Varese e ora guarda con interesse al recupero di mercoledì con il Cesena. Tre punti potrebbero proiettare i rossoneri a -1 dai cugini, terzi.
Girone C. Pari, beffa e sorpasso. Uà, direbbero a Napoli. Il colpo di scena arriva in coda. E’ il minuto 93, gli azzurrini di Saurini sono avanti 2-1 con un uomo in meno (Lasicki), Ingretolli lancia Karkalis, il tiro al volo è tanto spettacolare quanto letale: 2-2. Esulta il Pescara, certo, ma anche il Catania che non si fa pregare più di tanto, travolge 3-0 la Ternana e scavalca il Napoli in vetta alla classica. Lazio e Palermo tengono il passo (rispettivamente 5-1 alla Juve Stabia, 4-2 alla Reggina), la Roma invece crolla a Vicenza 1-0 e rimanda il rilancio. Per i giallorossi una sola vittoria nelle ultime 5. 

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