Ritorno al futuro: in Australia sarà ancora Federer vs Nadal

Di Alessandro Lettieri

“Una finale contro Nadal? Mesi fa, quando l’andai a trovare a Maiorca, ed eravamo entrambi infortunati, ci dicemmo che sarebbe stato veramente difficile poterci ritrovare in una finale. Adesso chissà?“. Le parole di Roger Federer dopo la semifinale degli Australian Open vinta con Wawrinka evidenziavano una speranza, quella di ritrovare dall’altra parte della rete Rafa, il rivale storico ma allo stesso tempo complice di una stagione del tennis maschile che resterà nel cuore e nei ricordi di ogni amante di questo sport.

Uno rappresenta l’eleganza, la bellezza del gesto tecnico e la velocità d’esecuzione. Il tutto unito alla leggerezza con cui si muove sul campo che lo fa sembrare un fiorettista in pedana pronto a sferrare l’attacco vincente. L’altro ha sempre avuto dalla sua la forza animale, una determinazione e un’attitudine alla vittoria che incute timore.

Una rivalità che ha portato alla nascita di categorie ben distinte, quasi fossero fazioni ‘politiche’. Federiani vs Nadaliani. Gruppi di fedelissimi, integralisti che nemmeno vegani vs onnivori. Ci si riconosceva in uno o nell’altro, senza vie di mezzo. Un tifo per certi tratti calcistico, cosa mal digerita dai puristi del tennis. Ma tutto ciò ha contribuito certamente a riportare questo sport a livelli altissimi come non lo era più da anni.

Un dualismo che però non è mai trasceso, almeno per quanto riguarda gli attori principali. Entrambi si temevano ma si stimavano, si tratta di una di quelle rivalità ‘romantiche’. Si sono fatti molti paragoni, anche se quello più affine è senz’altro Coppi-Bartali. Due uomini caratterialmente diversi, animati da un sano antagonismo sportivo ma protagonisti di una rivalità cavalleresca. Rimasto nella storia il famoso episodio del passaggio della borraccia al Tour de France del 1952.

Sono passati 5 anni e mezzo dall’ultima finale, era il Roland Garros 2011 e a vincere fu il maiorchino, all’epoca re incontrastato sulla terra battuta. Sono stati anni in cui Roger ha cercato di combattere come poteva lo strapotere di Novak Djokovic, padrone assoluto degli ultimi anni del circuito Atp, e Rafa ha lottato contro difficoltà tecniche e acciacchi fisici. Non si sfidano dal 2015. In palio il trofeo di Basilea finito nella bacheca di Federer per la gioia del suo pubblico.

Lo svizzero di fatto si augurava in cuor suo, e lo ha detto anche apertamente alla stampa, di poter affrontare ancora una volta lo spagnolo in finale nonostante sapesse che si sarebbe trovato di fronte l’uomo che più lo ha messo in crisi nella sua lunga e trionfante carriera. Infatti il campione di Basilea ha dovuto inchinarsi per 23 volte al rivale di sempre vincendo in appena 11 occasioni.

Domenica per Federer sarà la sesta finale agli Australian Open e la 28ma della sua carriera in un torneo del Grande Slam. Se non bastassero numeri e record, aggiungiamo che è diventato inoltre il tennista più vecchio ad essersi qualificato per la finale di uno Slam dal 1974. La voglia e l’amore per questo sport lo hanno spinto lì dove lui stesso non pensava di arrivare e ora se la vedrà con Nadal che a Melbourne ha vinto nel 2009 e perso altre due finali, nel 2012 contro Novak Djokovic e nel 2014 contro Stanislas Wawrinka. Il 30enne di Manacor va a caccia del 15esimo titolo dello Slam (su 20 finali disputate).

Rafa ha un vantaggio psicologico che deriva dal fatto di aver vinto tante sfide contro Roger. Il suo dritto ha sempre messo in crisi il rovescio dell’elvetico e questa sarà una delle chiavi del match. Ma si gioca sul veloce ed è un elemento che sposta gli equilibri nel mezzo, considerando anche che Federer è in una forma clamorosa, sembra volare sul campo e inoltre avrà un giorno in più per recuperare. Si è concretizzato ciò che tutti volevano, dagli appassionati ai ‘tifosi’ fino ad arrivare ai due protagonisti che non avrebbero scelto di sfidare in finale un altro tennista. Un tuffo nel passato, una favola da vivere nel presente per due campioni veri che campioni resteranno per sempre.

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