Rivoluzione Juventus: da Conte ad Allegri

Tre scudetti di fila e un vantaggio sulle rivali che il mercato sembrava poter consolidare e poi all’improvviso un fulmine… a ciel sereno. La Juventus si risveglia in panchina con Massimiliano Allegri e deve metabolizzare l’addio del suo condottiero vincente Antonio Conte.

Sì, sono passati solo due giorni ed è difficile capirci qualcosa. Perché il tecnico salentino ha detto addio dopo un solo giorno di ritiro? E poi, una volta capito che non si poteva fermare Conte, perché chiamare un allenatore palesemente inviso alla tifoseria?

E così la Juventus la regina degli ultimi anni parte tra mille incertezze e con la rabbia dei propri sostenitori che hanno già nel mirino il nuovo mister…

Difficile lavorare in queste condizioni per Massimiliano Allegri oltretutto reduce da un esonero al Milan che non può non avergli tolto qualche certezza.

Il livornese è sicuramente un tecnico preparato e lo ha dimostrato ampiamente al Sassuolo, al Cagliari e al Milan. Qualche tifoso rossonero gli rimproverava di essere troppo aziendalista, di aver avallato l’addio di campioni come Pirlo (che ora si ritroverà in bianconero) e di non aver dato alla sua squadra un gioco spettacolare. I suoi colleghi però lo stimano e molto, come testimoniato dalle due panchine d’oro vinte e dai tanti attestati di stima ricevuti in Italia e all’estero. Tutto questo non basta per conquistare il pubblico. Paga infatti un carattere mite, che per molti è sinonimo di mollezza, e una scarsa comunicatività sia nei comportamenti sia nel linguaggio. L’esatto opposto del suo  predecessore sulla panchina della Juventus che ha ottenuto l’amore incondizionato del suo tifosi con i risultati ma anche con la grinta e il carattere. Alla fine però  proprio lui, il condottiero, li ha lasciati “orfani” all’improvviso…

E’ così nelle mani di Allegri resta una patata bollente. Il livornese ha tutto da perdere perché non avrà il sostegno del pubblico bianconero e perché i risultati di Conte in Italia non sono eguagliabili. Per superare un esame così difficile l’ex milanista dovrà superare se stesso in Champions League. Dopo una grande cavalcata europea forse  qualche insulto si trasformerà in complimento.

 

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