Roberto Baggio, i primi 50 anni del Divin codino (Video)

“Non è un miraggio, è Roberto Baggio“. Sembra ieri quando negli stadi di tutta Italia si sentiva questo coro. Il Divin codino (uno dei suoi tanti soprannomi) danzava sui campi con eleganza e classe segnava, faceva godere, divideva i tifosi. Tutti ricordi però perché il grande Roberto è nato il 18 febbraio del 1967, a Caldogno, in provincia di Vicenza e gli anni ormai sono 50.

 

La sua è stata una carriera strepitosa, solo rallentata dai alcuni gravi infortuni alle ginocchia. Per molti è stato il miglior giocatore italiano, di sicuro è stato uno dei 4 (con Rivera, Rossi e Cannavaro) del nostro Paese ad aver vinto il Pallone d’Oro. Era il 1993 e Baggio era all’apice della sua carriera.

 

 

RobyBaggio inizia a tirare i primi calci a Caldogno, prima di fare sul serio a Vicenza in serie C1. L’esordio tra i grandi nel 1986 con la maglia della Fiorentina. In viola si mostra in tutta la classe, grazie al viola conquista l’azzurro con il primo Mondiale quello casalingo del 1990. Poi il passaggio alla Juventus, con una città Firenze che ribolle di rabbia. In bianconero la consacrazione, il primo scudetto, la Coppa Uefa, il Pallone d’Oro

Nel 1995 si trasferisce al Milan, due anni così così ma un altro scudetto in bacheca. Poi la rinascita a Bologna, quindi l’Inter e il Brescia con le rondinelle che gli regalano uno splendido finale di carriera.

La sua vera casa è la nazionale: in azzurro conquista gli appassionati di tutto il mondo. Gioca 3 Mondiali e sempre alla grande. Nel 1994 è sontuoso e trascina l’Italia a un passo dal titolo iridato, perso solo ai rigori (uno dei quali sbagliato da lui) contro il Brasile di Romario e Bebeto.

Baggio chiude con il calcio il 16 maggio del 2004 sul palcoscenico migliore in Italia: a San Siro in un Milan-Brescia. Lascia dopo 699 presenze tra club e nazionale e con oltre 200 gol in serie A.

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