Russia 2018, il Mondiale della Francia

Sono finiti con il trionfo della Francia i Mondiali di Russia 2018 quelli che noi italiani ricorderemo con fastidio per non aver visto partecipare la nostra nazionale.

Una vittoria limpida quella dei cugini meritata senza neppure aver avuto bisogno di sfoderare tutto l’infinito potenziale di cui era in possesso. Tanto talento, tanta forza fisica, tanta freschezza data dalla giovane età della rosa. E’ stato il Mondiale della consacrazione del 20enne Mbappe, discontinuo ma irrefrenabile quando si è acceso. La sua velocità, il suo dribbling, la sua fantasia sono state tra i motivi del trionfo dei Blues. Ma è stato anche il Mondiale della concretezza e della classe di Griezmann che ha messo lo zampino in tanti gol francesi e del carisma di Pogba che in Russia ha fatto rivedere il talento e la strapotenza fisica mostrata negli anni juventini.

La Francia è stata una squadra solida, concentrata magari raramente spettacolare ma che è apparsa sempre in grado di gestire le partite: a volte anche con quel pizzico di fortuna che serve sempre. Merito soprattutto delle indicazioni di un allenatore pragmatico come Didier Deschamps diventato il terzo uomo nella storia a diventare campione del mondo sia da calciatore sia da tecnico. Prima di lui solo il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer.

Esce sconfitta in finale una bella Croazia che per una volta non si è sciolta in una manifestazione importante. Una Croazia che ha conquistato tutti nonostante un cammino accidentato (dopo una prima fase brillante) con due vittorie ai rigori (Danimarca e Russia) e una ai supplementari (Inghilterra). Ha sfruttato il talento assoluto di Luka Modric (pallone d’oro del torneo), la saggezza di Rakitic e la potenza di Mandzukic. E poi ha cavalcato un grande Ivan Perisic, quasi sempre determinante.

E’ stato anche il Mondiale di lusso del Belgio che finalmente ha goduto della sua “Golden generation”. I diavoli rossi sono stati i più spettacolari e i più convincenti sul piano del gioco trascinati da un super Hazard. Il loro cammino si infranto in semifinale e solo contro la corazzata Francia e forse meritavano anche di più.

Ha chiuso al quarto posto l’Inghilterra, al secondo miglior risultato della sua storia ai Mondiali (eguagliato il Mondiale del 1990). Un cammino iridato non spettacolare, probabilmente favorito da avversari non irresistibili fino in semifinale, che lascia immaginare però un futuro brillante vista l’età media della squadra e le idee del ct Southgate. Il primo di consolazione è il titolo di cannoniere di Harry Kane: 6 gol anche se solo un rigore nella fase a eliminazione diretta.

Ci ricorderemo del grande Uruguay guidato dal commovente condottiero Tabarez, e sfortunato per aver incontrato la Francia nei quarti senza il suo grande Cavani, e della Svezia capace senza Ibra di arrivare tra le prime otto e di rendere meno amara la nostra eliminazione nello spareggio. Ha sorpreso anche la Russia, padrona di casa, anch’essa arrivata nei quarti senza che ci credesse nessuno e con la grande soddisfazione di aver fatto fuori la Spagna e di aver fatto tremare la Croazia

E’ stato un Mondiale anche dalle tante sorprese negative. La Germania in primis, fuori da campione del mondo già dopo la prima fase (inaudito e inaspettato) e poi l’Argentina abbandonata da un Messi, come sempre poco incisivo in nazionale, e dalle stranezze del suo ct Sampaoli che ha reso l’albiceleste un’armata brancaleone. Hanno deluso anche Spagna e Portogallo eliminate già negli ottavi e soprattutto il Brasile, favorito numero 1 della vigilia. Talento, forza fisica e convinzione: i verdeoro sembravano in grado di arrivare fino in fondo ma al primo vero ostacolo (il super Belgio) si sono sciolti, complice anche un filo di sfortuna e la precaria condizione di mister 222 milioni Neymar.

Russia 2018 ci lascia così proprio ora che ci avevamo preso gusto e proprio ora che avevamo digerito anche l’assenza dell’Italia. Toccherà aspettare 4 e mezzo prima di Qatar 2022, il primo Mondiale che si giocherà d’inverno e che speriamo ci riporterà una sfumatura d’azzurro.