Serie A: 2° turno, Napoli e Juve già volano

da www.sscnapoli.it

Dopo solo due giornate di campionato è già partito il primo tentativo di fuga scudetto. Napoli e Juventus hanno cinque punti di vantaggio sulle milanesi e sulle romane e un distacco del genere già fa sognare le rispettive tifoserie.
Gli azzurri stanno legittimando i favori di un pronostico che li vedeva come i rivali più pericolosi per il Milan campione d’Italia. La vittoria di ieri sui rossoneri non fa quindi che rinforzare la candidatura dei ragazzi di Mazzari. Un Napoli subito in palla a tratti anche bello – anche se a me è piaciuto di più quello di Manchester – e che dispone di campioni ormai acclarati come Inler, Lavezzi, Hamsik e soprattutto Cavani, che sembra poter riprendere la clamorosa scorsa stagione.
La Juventus si sta invece piano piano formando ed è stata aiutata da un calendario non troppo complicato. Due squadre medio-piccole come Parma e Siena e ancora non troppo affamati. Con i ducali la vittoria era stata più ampia e facile ma quella di ieri contro i bianconeri di Sannino è stata ancor più significativa: è davvero un buon segnale quando si vincono certe partite. E mercoledì contro un Bologna davvero malridotto si può allungare ancor di più la striscia. Mettere via fieno in cascina non può che aiutare il lavoro di Antonio Conte alla prese con tanti giocatori nuovi.
Con Napoli e Juve a punteggio pieno ci sono anche Udinese e Cagliari, due sorprese seppur diverse. I friulani si sono ripresi subito dallo choc preliminari di Champions League e dalle cessioni di Inler, Sanchez e Zapata. Sono arrivate due vittorie importanti contro Lecce e Fiorentina e il tutto sembra presagire a una cavalcata bis nelle zone alte della classifica. Il test di mercoledì contro il Milan a San Siro servirà a capire meglio il ruolo della squadra di Guidolin.
Il Cagliari riparte con un nuovo tecnico ma riparte sul solco di due gestioni importanti come quelle di Allegri e Donadoni. Ficcadenti ha puntato sullo zoccolo duro inserendo piano piano i nuovi acquisti, tutti interessanti. Ibarbo, Thiago Ribeiro e El Khabir sono giovani ma hanno mostrato subito buone potenzialità. Se i rossoblu superassero anche l’ostacolo Palermo di mercoledì, in Sardegna si potrebbe cominciare a sognare un campionato diverso, magari da prime 8 della classe.

Le note negative arrivano dalle squadre di Milano e Roma tutte ferme a un punto.
Il Milan campione d’Italia paga una preparazione strana con l’intermezzo della Supercoppa italiana giocata a Pechino e la decisione di far fare le vacanze ai brasiliani a metà agosto causa Coppa America. La squadra non è ancora in forma, ha alcuni infortuni importanti (Ibrahimovic su tutti) e ha messo in evidenza di nuovo alcune lacune che il mercato non pare aver colmato: il terzino sinistro (Taiwo non è ancora pronto) e un bomber che possa garantire facilità di gol in assenza di Ibrahimovic. In più si è messo anche un calendario in salita con Lazio all’esordio e un Napoli in formissima al San Paolo alla seconda giornata.
Anche l’Inter ha la scusa di una preparazione rovinata dalla Supercoppa e dalla Coppa America in più si può aggiungere il difficile inserimento del nuovo tecnico Gasperini e le discussioni sul modulo a 3 o 4 in difesa che ha innescato il suo arrivo. E poi non si può non citare un mercato che ha visto partire Samuel Eto’o, il giocatore più importante della rosa. I nuovi acquisti Forlan e Zarate al momento stanno solo facendo rimpiangere il camerunese. Anche per l’Inter poi l’alibi di un calendario non facile con Palermo fuori e Roma in casa.
E proprio la Roma è un’altra delle note dolenti di questo avvio di serie A. Il progetto Luis Enrique non è partito come i tifosi si aspettavano anche se già con l’Inter sono arrivati segnali confortanti. L’idea di gioco c’è anche se gli interpreti (molti dei quali novità assolute per il nostro campionato) devono ancora capire al meglio come attuarla. A vedere il bicchiere mezzo pieno, la squadra può solo migliorare anche perché si nota come tutti (o quasi) remino dalla stessa parte. A vederlo mezzo vuoto, la sensazione è che manchino delle pedine fondamentali per la riuscita del modulo dell’ex tecnico del Barcellona B. A parte Borini (al momento ancora acerbo), mi sembra non ci siano dei veri attaccanti esterni. Totti non capisco come possa entrare in quel sistema di attacco visto che non ha più il passo da trequartista. In più mancano quasi del tutto gli esterni bassi che giocano un ruolo fondamentali negli schemi di Luis Enrique (contro l’Inter l’allenatore spagnolo ha addirittura provato Perrotta a destra e Taddei a sinistra).
Infine la Lazio. Il mercato aveva fatto sognare i tifosi con gli arrivi di Klose e Cissé. Il pareggio di Milano con il Milan sembrava confermare la bontà del progetto ma la sconfitte casalinga col Genoa però ha già aperto delle grosse crepe: Reja e la piazza sono tornati ai ferri corti e il clima sembra già irrespirabile.
Peccato però perché con un po’ di pazienza un campionato come quello dell’anno sarebbe assolutamente replicabile.

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