Serie A: i voti della seconda giornata

Chievo voto 9: Campedelli aveva detto che il mercato della sua squadra meritava
un bel 7,5 in pagella. Noi alziamo di un punto e mezzo, perchè dopo 180 minuti
i veronesi sono da soli in vetta alla classifica e hanno tre personaggi-
simbolo. Pioli (voto 8) sta già dimostrando di essere la scelta giusta da parte
della società, perchè è un allenatore preparato e meticoloso. Conosceva bene la
serie B e da lì si è portato dietro Andreolli e ha scomesso finalmente su
Moscardelli (voto 8), due gol in due partite e nuovo partner ideale di
Pellissier (voto 8). E’ ancora presto per giudizi definitivi, ma molte società
dovrebbero imprarare dal modello-Chievo.

Roma e Milan voto 4: con tutto il rispetto per Cagliari (voto 8,5) e Cesena
(voto 8,5), due squadre che hanno promesso di dare del filo da torcere
all’Inter in ottica scudetto non possono cadere subito e nettamente pur su
campi difficili ma non impossibili. Ranieri ha dovuto affrontare una partita
particolare, privo di Burdisso (voto 2 per l’espulsione) e senza la possibilità
di vedere davvero all’opera il rinnovato tandem Borriello-Totti. In casa
rossonera, aldilà di qualche decisione arbitrale magari discutibile, Ibra si è
rovinato con le proprie mani un esordio in cui poteva subito andare a segno.

Inter voto 6: per il carattere, e nulla più. I campioni d’Italia e d’Europa
sono visibilmente stanchi, ancora indietro come condizione fisica e mentale, ma
non hanno perso quell’orgoglio e quella voglia di vincere che hanno consentito
alla truppa di Benitez di portare a casa la prima vittoria in campionato.
Milito non è ancora straripante, ma adesso arriva la Champions.

Juve voto 5: lampi di rinascita dalla cintola in su con Krasic e Pepe che
stanno ingranando ma dietro la difesa fa ancora acqua e gli errori sembrano
quelli del passato. Con la Samp (voto 8) era un primo test significativo e
probante, ma lo stato di forma di Cassano (voto 9) è stato quel “quid” in più
per i blucerchiati, attesi ora al primo impegno di Europa League. Delneri ha
già estromesso, almeno a parole, la propria Juve dalla corsa scudetto: un bagno
di umiltà, in attesa di riavere Amauri, Iaquinta al top e Aquilani come
ricambio di lusso.

Fiorentina e Genoa voto 4,5: i viola cadono a Lecce senza pungere e senza
convincere, mentre il Grifone illude con il 19enne Mattia Destro (voto 7 per il
gol al debutto assoluto in serie A) prima di capitolare sotto i colpi di un
Chievo sensazionale. Incomprensibili alcune scelte di Gasperini, aspramente
criticato da Preziosi nel post partita, ma i rossoblù hanno una rosa forte e
competitiva.

Palermo e Napoli voto 5,5: due squadre, a volte, simili, almeno per quanto
riguarda un atteggiamento un po’ snob. Non tutte le gare vengono azzannate con
la stessa fame e la stessa determinazione da parte degli uomini di Rossi e
Mazzarri: può capitare così di crollare a Brescia (voto 7) contro una
formazione solida e splendente o di pareggiare in casa col Bari facendosi
raggiungere proprio nel finale quando il successo sembrava ad un passo.

La riflessione generale è che comunque sono passati solo 180 minuti
dall’inizio del campionato e le valutazioni possono essere solo sommarie e
circoscritte a quanto visto in questo fine settimana. Tutte le grandi sono un
po’ in apnea, in rodaggio e ancora a caccia di quella fluidità che da fuori
tutti chiedono. Tifosi e stampa. Senza dimenticare, però, che la pazienza è la
virtù dei forti e i progetti hanno bisogno di tempo per portare a compimento
gli obiettivi prefissati.

Chievo voto 9: Campedelli aveva detto che il mercato della sua squadra meritava
un bel 7,5 in pagella. Noi alziamo di un punto e mezzo, perchè dopo 180 minuti
i veronesi sono da soli in vetta alla classifica e hanno tre personaggi-
simbolo. Pioli (voto 8) sta già dimostrando di essere la scelta giusta da parte
della società, perchè è un allenatore preparato e meticoloso. Conosceva bene la
serie B e da lì si è portato dietro Andreolli e ha scomesso finalmente su
Moscardelli (voto 8), due gol in due partite e nuovo partner ideale di
Pellissier (voto 8). E’ ancora presto per giudizi definitivi, ma molte società
dovrebbero imprarare dal modello-Chievo.

Roma e Milan voto 4: con tutto il rispetto per Cagliari (voto 8,5) e Cesena
(voto 8,5), due squadre che hanno promesso di dare del filo da torcere
all’Inter in ottica scudetto non possono cadere subito e nettamente pur su
campi difficili ma non impossibili. Ranieri ha dovuto affrontare una partita
particolare, privo di Burdisso (voto 2 per l’espulsione) e senza la possibilità
di vedere davvero all’opera il rinnovato tandem Borriello-Totti. In casa
rossonera, aldilà di qualche decisione arbitrale magari discutibile, Ibra si è
rovinato con le proprie mani un esordio in cui poteva subito andare a segno.

Inter voto 6: per il carattere, e nulla più. I campioni d’Italia e d’Europa
sono visibilmente stanchi, ancora indietro come condizione fisica e mentale, ma
non hanno perso quell’orgoglio e quella voglia di vincere che hanno consentito
alla truppa di Benitez di portare a casa la prima vittoria in campionato.
Milito non è ancora straripante, ma adesso arriva la Champions.

Juve voto 5: lampi di rinascita dalla cintola in su con Krasic e Pepe che
stanno ingranando ma dietro la difesa fa ancora acqua e gli errori sembrano
quelli del passato. Con la Samp (voto 8) era un primo test significativo e
probante, ma lo stato di forma di Cassano (voto 9) è stato quel “quid” in più
per i blucerchiati, attesi ora al primo impegno di Europa League. Delneri ha
già estromesso, almeno a parole, la propria Juve dalla corsa scudetto: un bagno
di umiltà, in attesa di riavere Amauri, Iaquinta al top e Aquilani come
ricambio di lusso.

Fiorentina e Genoa voto 4,5: i viola cadono a Lecce senza pungere e senza
convincere, mentre il Grifone illude con il 19enne Mattia Destro (voto 7 per il
gol al debutto assoluto in serie A) prima di capitolare sotto i colpi di un
Chievo sensazionale. Incomprensibili alcune scelte di Gasperini, aspramente
criticato da Preziosi nel post partita, ma i rossoblù hanno una rosa forte e
competitiva.

Palermo e Napoli voto 5,5: due squadre, a volte, simili, almeno per quanto
riguarda un atteggiamento un po’ snob. Non tutte le gare vengono azzannate con
la stessa fame e la stessa determinazione da parte degli uomini di Rossi e
Mazzarri: può capitare così di crollare a Brescia (voto 7) contro una
formazione solida e splendente o di pareggiare in casa col Bari facendosi
raggiungere proprio nel finale quando il successo sembrava ad un passo.

La riflessione generale è che comunque sono passati solo 180 minuti
dall’inizio del campionato e le valutazioni possono essere solo sommarie e
circoscritte a quanto visto in questo fine settimana. Tutte le grandi sono un
po’ in apnea, in rodaggio e ancora a caccia di quella fluidità che da fuori
tutti chiedono. Tifosi e stampa. Senza dimenticare, però, che la pazienza è la
virtù dei forti e i progetti hanno bisogno di tempo per portare a compimento
gli obiettivi prefissati.

Luca Gregorio

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