Serie A: il pagellone del campionato (1a parte)

18 giornate di campionato sono un buon momento per fissare l’asticella e tentare il salto verso gli obbiettivi stagionali, che ora,  per le 16 squadre della serie A, si fanno più concreti. Non poteva nascondersi l’Olimpia Milano che rispetta i pronostici e, nonostante qualche intoppo iniziale e le cattive prestazioni in Eurolega, guarda tutti dall’alto in basso. Dietro l’EA7 sembra delinearsi il terzetto più accreditato a completare le possibili semifinaliste, composto da Reggio Emilia, Venezia e Sassari. Tutto ancora da decidere per gli altri 4 posti nei Playoff, anche se Brindisi sembra meglio attrezzata sul lungo periodo rispetto alle rivali. In fondo Caserta e Pesaro non vogliono mollare, soprattutto i campani, che dopo la quarta vittoria consecutiva, ora vedono la salvezza.

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: 6.5

E’ difficile scindere le 13 vittorie consecutive in campionato dal quasi fallimento in Europa. L’Olimpia è una squadra costruita per lottare quantomeno per un posto tra le prime 8 in Eurolega e il dominio in patria, se da un lato conforta la squadra di Banchi, dall’altro mette in evidenza lo scarso livello della nostra serie A. Se dunque L’EA7 si trova più in alto in classifica rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è in buona parte dovuto alla mancanza di serie concorrenti, in deficit rispetto ai milanesi, non tanto sul piano del gioco, ma più concretamente su quello dell’organico, della disponibilità economica e dell’organizzazione societaria. Nello specifico, pur con qualche ottima prestazione, le delusioni maggiori sono arrivate dai nuovi innesti. Brooks si sta ancora ambientando al gioco del vecchio continente, mentre Kleiza (in evidente affanno fisico) non riesce a trovare la continuità dall’arco. Sotto le plance Samuels non può reggere da solo due competizioni e non ha avuto da James il cambio che lo staff tecnico si auspicava a inizio stagione. Se se aggiungono i problemi fisici di Gentile e l’assenza nel girone d’andata di Hackett, l’unico fattore per spiegare la leadership in campionato resta il talento di una squadra che può perdere questo campionato esclusivamente con le proprie mani.

2) GRISSIN BON REGGIO EMILIA: 7

Voto 7 come i giocatori della Grissin Bon in doppia cifra per i punti segnati in media nelle prime 18 giornate. Questo è il dato che spiega meglio il secondo posto degli emiliani: gioco di squadra e le diverse soluzioni dal perimetro hanno garantito una buona fluidità e i risultati si vedono. Mezzo punto in più dei primi della classe per l’ottimo rendimento del folto gruppo di italiani: oltre alla conferma di Cinciarini in cabina di regia, in evidenza i miglioramenti tra i lunghi di Cervi e Polonara (primo rimbalzista di squadra) e il talento messo in mostra da Della Valle. Se poi Drake Diener dovesse esplodere nei playoff e e Darjus Lavrinovic tornare ad un livello fisico accettabile, Reggio Emilia potrebbe davvero puntare al miglior piazzamento della sua pur breve storia.

3) UMANA REYER VENEZIA: 7

Dopo la parziale delusione della scorsa stagione, la Reyer ha forse trovato la giusta alchimia tra esperienza e gioventù. La scelta di puntare sul blocco ex-Siena si è rivelata azzeccata e Recalcati si sta dimostrando l’uomo giusto per tenere unite e sfruttare al meglio le due anime di questa squadra. Hrvoje Peric è inoltre a tutti gli effetti l’arma offensiva del quale i veneti avevano bisogno per puntare ai primi posti della classifica. Per sognare però servono ora quelle vittorie di peso che finora sono mancate negli scontri diretti con le altre prime della classe.

4) BANCO DI SARDEGNA SASSARI: 6.5

Quest’anno Sassari ha il difficile compito di ripetersi ad alti livelli dopo aver rivoluzionato il roster ma le scelte della società alla lunga stanno dando i loro frutti (Jerome Dyson, nonostante gli acciacchi e le critiche di una parte del pubblico sardo, resta una pedina imprescindibile). Ciò che non è cambiato è il “run and gun”, lo stile di gioco basato su ritmi elevatissimi che, soprattutto lontano dalla Sardegna, la squadra di coach Sacchetti non è sempre riuscita a imporre. Sicuramente la prima difficile esperienza in Eurolega ha spezzato un po’ il fiato ai giocatori della Dinamo nei primi mesi della stagione e ora c’è bisogno di recuperare energie, innanzitutto per tentare il bis in Coppa Italia.

5) ENEL BRINDISI: 6.5

Brindisi si sta confermando una realtà consolidata del nostro basket. La dimostrazione che l’exploit della passata stagione è frutto di una ben studiata strategia societaria è arrivata anche nell’ultima importante vittoria con Sassari, otre che dalle scelte azzeccate di Marcus Denmon e James Mays e dal felice ritorno in Italia di Jacob Pullen. Delroy James si sta inoltre confermando sui livelli dello scorso anno. Il punto debole dei pugliesi resta purtroppo la panchina corta che ha costretto troppo spesso coach Bucchi a fare salti mortali per gestire le rotazioni.

6) ACQUA VITASNELLA CANTU’: 6 

I brianzoli strappano la sufficienza grazie alle ultime tre importanti vittorie che hanno dato fiato a una squadra che sembrava sul punto di crollare dopo aver alzato troppe volte bandiera bianca all’ex fortino del Pianella. La scossa è arrivata nel derby contro Varese e se i ragazzi di Sacripanti crescono ancora i playoff dovrebbero essere alla loro portata. Fiducia in aumento anche per i giovani canturini: su tutti il croato Buva, che nell’ultima giornata contro Trento ha messo a referto 24 punti in altrettanti minuti di gioco.

7) DOLOMITI ENERGIA TRENTO: 7.5

Nonostante i 4 ko consecutivi nelle ultime giornate, Trento resta la vera sorpresa di questa prima parte di stagione. Sono usciti dal cilindro 3 signori giocatori che sono stati altrettanti fattori fondamentali per la squadra di Buscaglia: Tony Mitchell e il suo straordinario potenziale offensivo (anche se qualche errore nella gestione delle partite ha sporcato la sua valutazione complessiva), la solidità di Owens sotto canestro e un Pascolo in costante crescita di personalità. Sorprende poi l’atteggiamento della Dolomiti Energia: la neopromossa se la gioca con tutte e, nonostante la mancanza di qualche rinforzo dalla panchina, chi va in campo da tutto fino al 40esimo.

8) VANOLI CREMONA: 7

Cremona la prima mattonella della stagione la già piazzata con la qualificazione alle Final Eight di Coppia Italia. Il dato negativo è che, così come Trento, i lombardi iniziano a dare qualche segno di cedimento. Intelligente comunque il lavoro dello staff tecnico e della società che hanno saputo prima costruire e poi valorizzare sia i giocatori italiani (Vitali e Cusin) sia gli americani che sulla carta non venivano considerati stelle di primo piano (Hayes e Clark).

9) GRANAROLO BOLOGNA: 6.5

Senza i due punti di penalizzazione le V Nere sarebbero a Desio a giocarsi la Coppa Italia, quindi non si può che definire positivo il bilancio della Virtus in questa prima metà di campionato. Ora poi che Hazell e White stanno dando manforte alle strepitosi percentuali di Allan Ray, la Granarolo ha buonissime possibilità di fare un passo in più per poter sorprendere anche nella seconda parte dell’anno.

10) SIDIGAS AVELLINO: 5

Anche quest’anno i campani si sono presentati ai nastri di partenza con le credenziali per fare il botto, ma così come nella passata stagione, qualcosa non ha (almeno per il momento) funzionato. Tutti troppo discontinui da Banks ad Anosike e la mancanza in cabina di regia di un elemento capace di dare una scossa alla squadra hanno fortemente limitato le potenzialità della Scandone: serve un cambio di mentalità.

11) GIORGIO TESI GROUP PISTOIA: 6

Sarebbe stato quasi un miracolo azzeccare nuovamente l’infornata di incredibili talenti d’oltreoceano della passata stagione. Una Pistoia più realista sta comunque disputando un campionato dignitoso e il livellamento dal sesto posto in giù potrebbe regalare ai toscani un’inaspettata seconda consecutiva qualificazione alla post season.

12) ACEA ROMA: 5

Buone prestazioni in Europa, ma poca continuità in campionato. I capitolini soffrono il doppio impegno e non riescono a trovare in Serie A le prestazioni che, oltre ai punti, danno morale e continuità. Bobby Jones lotta e Kyle Gibson si sta confermando un ottimo elemento, ma non basta a far quadrare i conti. Sotto le aspettative invece il contributo di Triche e del rookie Melvin Ejim.

13) UPEA CAPO D’ORLANDO: 6.5

Data per spacciata alla partenza del campionato l’Upea si sta invece rivelando una squadra che nella massima serie ci può stare eccome. Complimenti in primis a Griccioli che è stato capace di far girare la squadra con a disposizione un roster di 7/8 giocatori (due dei quali quarantenni). Da applausi la tenacia di Basile e le percentuali stratosferiche di Matteo Soragna oltre l’arco.

14) OPENJOBMETIS VARESE: 5

Pazzo l’allenatore, pazza la squadra: Varese rispecchia l’instabilità di Pozzecco e dopo un avvio promettente è incappata (anche per colpa di qualche infortunio di troppo) in una serie di prestazioni deludenti che l’anno portata a 4 punti dalla retrocessione. Vicino al taglio un deludente Ed Daniels, ora Cecco Vescovi potrebbe tornare sul mercato e cercare, anche grazie al ritorno di Kangur, di raddrizzare una situazione che sta diventando pericolosa per i lombardi e soprattutto per il Poz.

15) PASTA REGGIA CASERTA: 5+

Un più di incoraggiamento a una squadra che dopo 14 sconfitte di fila si è rimessa in piedi con un poker di successi fondamentale per il morale di un’intera città che di pallacanestro vive. Gli innesti di Ivanov, Domercant e l’arrivo di Esposito in panchina hanno fatto cambiare rotta a Caserta, che ora è in piena corsa per la salvezza. Il vero valore dei campani si vedrà una volta svanito l’effetto delle novità.

16) CONSULTINVEST PESARO: 4.5

La sconfitta nello scontro diretto con Caserta potrebbe risultare decisiva per una stagione già difficile in partenza per i marchigiani. Il roster è quello che è, la disponibilità ad investire della società pure. Ne ha fatto le spese, come succede spesso in questi casi il coach, ma a Dell’Agnello non si può rimproverare molto. Ad oggi Pesaro è la candidata numero uno per la retrocessione.

 

 

 

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