Sono i club a consentire agli ultrà di dominare il nostro calcio

Una partita e uno stadio tenuti in ostaggio dagli ultrà. Ieri a Genova è successo proprio questi. I tifosi rossoblu, infuriati per l’andamento della gara 0-4 contro il Siena e per una retrocessione sempre più vicina, hanno interrotto per una quarantina di minuti la gara lanciando fumogeni e hanno costretto i loro giocatori a togliersi le maglie considerandoli indegni di indossare la loro amata casacca rossoblu.

Una situazione spiacevole che conferma come gli ultrà possano ancora giocare un ruolo importante nella stagione di un club nonostante le varie norme degli ultimi anni che sembravano averli limitati.
La verità la sanno tutti: le società sono corresponsabili con i tifosi violenti. Non li isolano, non li combattono, anzi, fanno affari con loro perché di fatto sono tenute sotto ricatto. Nonostante tutte le nuove norme, come la famigerata tessera del tifoso, le curve esistono ancora: un territorio franco in cui comandano i violenti senza che le forze dell’ordine possano dire nulla.
Esempio: lo Juventus Stadium non prevedeva un settore per gli ultrà ma tutto lo stadio doveva garantire solo posti a sedere tranquilli e sicuri. Nessuno però aveva fatto i conti con una certa frangia del tifo bianconero che ha ottenuto chissà come di poter prendere possesso di una curva. Per par condicio ricordate tutti quei tifosi del Milan all’interno del centro sportivo di Milanello il giorno del raduno rossonero o anche più di recente la sera prima di Milan-Barcellona? Non bisogna essere particolarmente esperti di mondo ultrà per riconoscere qualcuno di quei nobili ultrà intenti a chiacchierare amabilmente con i vari Galliani, Abbiati ecc ecc. Pregiudicati finiti agli onori delle cronache per reati vari (spaccio, furto, ricatti ecc ecc). E anche ieri si capiva benissimo che c’era un rapporto pregresso tra gli ultrà del Genoa e giocatori e presidente rossoblu, Enrico Preziosi.
Insomma, secondo me le società non vogliono combattere gli ultrà, anzi. Hanno bisogno del loro aiuto e del loro sostegno. Non si faccia inutile moralismo e si dica la verità cari dirigenti del nostro calcio. Vero Preziosi? Vero Galliani? Vero Agnelli?

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