Tennis: Schiavone nella leggenda

Di Paolo Dondossola – Per la prima volta nella storia, una tennista italiana ha trionfato in un torneo del Grande Slam. Contro ogni pronostico, Francesca Schiavone ha vinto il Roland Garros, praticamente il campionato del mondo su terra battuta, superando in finale l’australiana Samantha Stosur, numero 7 del seeding e favorita della vigilia, col punteggio di 6-4, 7-6 (7-2), in un’ora e 38 minuti di gioco.

Sulla stessa terra rossa dove 34 anni fa Adriano Panatta aveva colto l’ultimo successo azzurro in uno Slam, la Schiavone, numero 17 del tabellone, ha giocato un match semplicemente perfetto. Accorta e aggressiva al tempo stesso, la Leonessa non ha mai arretrato di un passo rispetto ai colpi violenti dell’avversaria, mettendole fin da subito grande pressione, e piazzando anche eccellenti volée sottorete.
La Stosur, che nel corso del torneo aveva eliminato Justine Henin, Serena Williams e Jelena Jankovic, è partita cercando di imporre il proprio gioco, fatto di servizi sparati a quasi 200 chilometri orari, diritti sventagliati e profondi e rovesci d’anticipo.
Nei primi due game sul proprio servizio, l’australiana non ha concesso nemmeno un punto alla milanese, infilando otto prime consecutive, ma la Schiavone – per nulla intimorita – è rimasta aggrappata all’avversaria fino al 4-4. Qui, evidentemente sotto pressione, la Stosur ha servito meno bene e la Schiavone ha avuto a disposizione tre palle-break. L’australiana ha annullato le prime due, ma ha commesso doppio fallo sulla terza, regalando il game alla milanese.
Sul 5-4 e servizio, il braccio della Schiavone si è leggermente bloccato, concedendo lo 0-30, ma ha recuperato all’istante, aggrappandosi alla prima di servizio, e sul primo set-point a disposizione la Stosur ha affondato il rovescio in rete. 6-4 in appena 40 minuti di gioco.
Nel secondo set la Schiavone è sembrata accusare un vistoso calo atletico, tanto che la Stosur – che nel terzo game, sull’1-1, aveva annullato due break-point – è volata sul 4-1. Ma qui la Schiavone ha compiuto un’altra opera d’arte, rimontando il break all’avversaria, tenendo i propri servizi e portandosi sul 4-4. Da qui al tie-break le due tenniste hanno tenuto i rispettivi turni di battuta, con la Schiavone eccellente nell’ottenere il massimo dal proprio servizio.
Il tie-break di Francesca è stato un capolavoro. Dal 2-2 la milanese ha inanellato quattro punti vincenti, guadagnandosi quattro match-point di fila. Ma è bastato il primo, perché la Stosur, ormai in apnea, ha steccato il colpo su un rovescio molto profondo dell’azzurra.
In trionfo, la Schiavone ha fatto ciò che aveva promesso: ha nuovamente baciato la terra rossa del Philippe Chatrier, il campo centrale dell’impianto parigino, mentre il gruppo di amici che la sosteneva dagli spalti sventolava il tricolore. “Grazie a tutti gli italiani”, ha commentato la Leonessa durante la premiazione. “Senza il sostegno della mia famiglia e dei tifosi non sarei qui. Grazie a tutti, siete nel mio cuore”.
Francesca Schiavone, che lunedì sarà al sesto posto del ranking WTA, entra dunque nella storia del tennis mondiale. È la prima azzurra ad aver vinto un torneo del Grande Slam, la terza in assoluto. Prima di lei soltanto due uomini avevano centrato il trionfo in una delle quattro prove più importanti del tennis, e sempre al Roland Garros: due volte Nicola Pietrangeli (1959 e 1960) e una volta Adriano Panatta nel 1976.
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